La risposta del Governo ai docenti

Ovvero Il «consistente impegno» di Governo e Parlamento a favore dell’università e dei suoi docenti.Ecco qua la risposta del Governo ad un’interrogazione parlamentare. Tavoli??? boh! Ogni commento sembra superfluo.




VQR polls: a Milano Politecnico le schede chiuse sono meno dell’80% (oggi 87% agg. 3 Marzo 2016)

Interessante articolo del 28 Febbraio sulle percentuali di astensione in varie sedi e altro. Aggiornamento al 3 Marzo 2016:

  • Politecnico di Milano: conferimento 87% (astensione concentrata in pochi dipartimenti tra cui il DEIB con 65% di conferimento)
  • Politecnico di Torino: Conferimento 78% (% di conferimento variabili tra 54% e 98%)

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I finanziamenti per la ricerca? Ci sono e ci saranno, ma non per l’università

Un interessante articolo di Francesco Coniglione sulla attuale (e purtroppo sembra anche futura) politica di finanziamento della ricerca.




La strategia dell’elemosina: alla CRUI 861 ricercatori, a Cingolani 1500

Al progetto petaloso di HUMAN Technopole andranno 1,5 miliardi di euro e 1500 nuovi ricercatori. Gestiti da una fondazione IIT diretta da un inamovibile direttore che potrà operare fuori dalle regole che università e organismi di ricerca pubblici devono invece seguire. Ecco l’articolo.




Salviamo la ricerca italiana, salviamo il nostro futuro

La petizione di Giorgio Parisi su Change.org

Negli ultimi anni stiamo assistendo alla distruzione sistematica della ricerca e dell’università pubblica, e la situazione sta diventando sempre più drammatica, nell’indifferenza generale.

Abbiamo avuto enormi tagli ai fondi e turnover bloccato. Il risultato è stato che dal 2008 i fondi statali sono calati del 20% (circa 2 miliardi di euro) e il numero di docenti è sceso del 20%. È difficile trovare nella storia dell’umanità traccia di un tale disinvestimento nel settore pubblico in assenza di carestie, guerre, cambi di regime. Né si può invocare solo la crisi economica: la decisione fu presa dal governo Berlusconi nella primavera del 2008, prima della crisi (mi ricordo Tremonti che all’epoca dichiarava “La cultura non si mangia”).

Come risultato – prevedibile e previsto – di questa politica, circa quindicimila ricercatori italiani sono dovuti andare all’estero non di loro volontà, per fare esperienza e riportarla tra noi, ma semplicemente perché non ci sono posti in Italia. Non è giusto – ed è economicamente folle – che i nostri migliori giovani siano costretti ad andare all’estero senza possibilità di rientrare.
Ma questa grave ingiustizia non è l’aspetto più preoccupante: in un mondo dominato dall’economia della conoscenza, un paese che non investe in ricerca, sviluppo e cultura non ha futuro. Ormai si sta formando un buco generazionale nella ricerca Italiana.

Questa petizione è stata scritta insieme ad altri colleghi, tutti docenti universitari da molti anni, tutti amareggiati per questa situazione. Eravamo a Palermo per un convegno: ci siamo visti a cena e abbiamo deciso di scrivere una lettera sullo stato allarmante della ricerca italiana alla prestigiosa rivista Nature. La lettera è stata pubblicata. Allora abbiamo deciso di prendere la palla al balzo per fare una petizione su Change.org per raccogliere firme: Salviamo la Ricerca Italiana.

L’Europa chiede ai Governi di rispettare i limiti sul bilancio, ma dovrebbe con altrettanta forza pretendere dai governi nazionali una soglia minima di finanziamento alla ricerca e sviluppo, come richiesto dal trattato di Lisbona (2000) e dal Consiglio Europeo di Barcellona (2002), che la fissava al 3% del PIL per il 2010.

Il Governo Italiano ha preso questo impegno non solo con l’Europa, ma anche con i cittadini Italiani e ha l’obbligo di rispettarlo. Noi chiediamo che il governo implementi con la massima urgenza un piano pluriennale per portare gli investimenti in Ricerca e sviluppo dall’attuale 1% fino al 3% del PIL e che lo rispetti nel futuro raggiungendo, sia pure in grande ritardo, l’obiettivo di Barcellona.

I finanziamenti europei non possono sostituire i mancati finanziamenti del Governo. Le regole del gioco in Europa sono che gli Stati finanziano e sviluppano la ricerca nel proprio territorio, e i fondi europei servono per coprire le necessità che per vari motivi vanno al di là delle capacità dei singoli Stati: insomma una specie di ciliegine europee su una torta nazionale. Ora purtroppo in Italia un po’ di ciliegine arrivano, ma manca drammaticamente la torta.

Per leggere, firmare e condividere la petizione di Giorgio, basta cliccare QUI .




Un limite superiore alle progressioni valutative degli RTDb

La legge 208/2015 (legge di stabilità 2016, di cui abbiamo parlato in precedenza) ha stabilito un piano straordinario di reclutamento dei Ricercatori a Tempo Determinato di tipo b (RTDb) pari a 861 unità, distribuite tra gli atenei dal DM 78/2016; tale numero si aggiunge agli attuali 761 presenti alla data odierna.

Visto l’elevato numero di RTDb inseribili in organico in un sol colpo, risulta importante ricordare i limiti imposti dalla legge; come infatti sappiamo, l’art. 24 comma 5 della legge 240/2010 (Gelmini) stabilisce le procedure valutative per gli RTDb che, al termine del loro contratto ed in possesso dell’abilitazione nazionale, possono diventare Professori Associati (PA)

Nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, nel terzo anno di contratto di cui al comma 3, lettera b), l’universita’ valuta il titolare del contratto stesso, che abbia conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16, ai fini della chiamata nel ruolo di professore associato, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera e).

In caso di esito positivo della valutazione, il titolare del contratto, alla scadenza dello stesso, e’ inquadrato nel ruolo dei professori associati.

La valutazione si svolge in conformita’ agli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale individuati con apposito regolamento di ateneo nell’ambito dei criteri fissati con decreto del Ministro.

La programmazione di cui all’articolo 18, comma 2, assicura la disponibilita’ delle risorse necessarie in caso di esito positivo della procedura di valutazione.

Alla procedura e’ data pubblicita’ sul sito dell’ateneo.

A ciò però si aggiunge il comma successivo, in particolare nell’ultimo paragrafo, che determina il limite temporale entro cui tale procedura può essere pienamente utilizzata

Nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 18, comma 2, dalla data di entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre del sesto anno successivo, la procedura di cui al comma 5 puo’ essere utilizzata per la chiamata nel ruolo di professore di prima e seconda fascia di professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato in servizio nell’universita’ medesima, che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16.

A tal fine le universita’ possono utilizzare fino alla meta’ delle risorse equivalenti a quelle necessarie per coprire i posti disponibili di professore di ruolo.

A decorrere dal settimo anno l’universita’ puo’ utilizzare le risorse corrispondenti fino alla meta’ dei posti disponibili di professore di ruolo per le chiamate di cui al comma 5.

La legge 240/2010 è entrata in vigore il 29/01/2011, per cui il sesto anno successivo termina il 31/12/2017, e da lì in avanti parte il settimo anno; il paragrafo sopra riportato determina quindi che non tutti gli RTDb abilitati potranno accedere alla procedura valutativa per passare a PA, ma solamente una quota pari alla metà delle risorse riservate ai professori di ruolo.

Facciamo un esempio numerico, ricordando il costo in punti organico dei vari ruoli (RTDb = 0.5; PA = 0.7; PO = 1) e ipotizzando che i professori di ruolo in gioco siano tutti Professori Ordinari (PO):

  • fatti 10 i punti organico che un ateneo intende destinare ai PO, al massimo 5 di questi potranno essere destinati alla procedura valutativa degli RTDb per passare a PA; poiché ogni progressione costa 0.7 – 0.5 = 0.2 punti organico, il numero massimo di progressioni con tale procedura sarà di 25 unità
  • ricordando che 2 dei 10 punti organico devono essere riservati ad esterni (si veda l’art. 18 comma 4 della legge 240/2010), ne resteranno 3 destinabili a progressioni interne da PA verso PO; sappiamo che ogni progressione costa 1 – 0.7 = 0.3 punti organico, per cui il numero dei PO sarà di 10 unità

Secondo tale previsione, quindi, si potranno avere al massimo 25 progressioni valutative di RTDb ogni 10 progressioni interne a PO, mentre le restanti eventuali progressioni dovranno determinarsi per mezzo di procedure selettive/comparative (ai sensi dell’art. 18 comma 1 della legge 240/2010).

[dal sito di Maurizio Zani]




Parla il Ministro Giannini

Articolo del Ministro Giannini su Scuola24 (Sole24ore); commenti benvenuti!




Dignità dell’Università -Documento degli antropologi ANUAC

Il documento-mozione degli antropologi italiani dell’Associazione Nazionale ANUAC, intitolato “Dignità dell’Università” e pubblicato il 12 febbraio 2016 (www.anuac.it), è un’importantissima posizione dei docenti e ricercatori italiani di Antropologia a fronte del DISAGIO grave e protratto in cui versa attualmente l’Università italiana. Oltre all’elenco della serie di criticità prodottesi negli anni alla base del disagio denunciato, ormai da tutti conosciute e note, il documento degli antropologi riveste una grande importanza poiché riporta il dibattito su questi temi all’interno del settore disciplinare e impegna gli intellettuali italiani a una rifles-sione e a una azione. Scrivono, infatti, gli antropologi: “Molti sono stanchi di un’invisibile obiezione di coscienza e si stanno organizzando per uscire da questa invisibilità”.

E’ evidente il richiamo alla contestazione in corso in questi mesi, contro quelle pratiche di valutazione contestate a cui anche il documento fa riferimento come “costruzione di processi valutativi che si rivelano confusi, aleatori, poco sereni e condivisi”.

E’ chiaro dunque il messaggio degli antropologi ai loro colleghi: riprendiamoci in mano il problema anche come scienziati e intellettuali e produttori di una disciplina, “nel solco della migliore tradizione dei nostri studi”, scrivono. Infatti, come gli antropologi scrivono, dobbiamo tornare a dire che il declino dell’Università non è un destino, ma una gravissima scelta politica, e quindi il declino non deve essere il suo destino: gli antropologi hanno sempre dimostrato attraverso la loro disciplina che strade diverse e alternative a determinate scelte culturali e politiche sono sempre state e sempre saranno possibili. Non esistono destini preconfezionati.

Gli antropologi si impegnano a trasmettere questo documento alle aree scientifico disciplinari 10, 11 e 14, invitandole tutte a farsi parte attiva nei confronti del Ministro, del CUN, della CRUI, affinché questi ultimi sollecitino una pronta risposta del Governo e del Parlamento che fermi il declino dell’Università.

L’unità di teoria e pratica non può più essere sostenuta, gli antropologi indicano una attenzione che chiedono si moltiplichi entro ogni disciplina dei saperi dell’università pubblica.

Qui sotto il testo “Dignità dell’università

Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

All’ANVUR

Al CUN- comitato 10-11-14

Alla CRUI

Oggetto: Mozione “Dignità dell’Università”

ANUAC

ASSOCIAZIONE NAZIONALE UNIVERSITARIA ANTROPOLOGI CULTURALI

Bolzano-Roma, 10 gennaio 2016

L’ANUAC -ASSOCIAZIONE NAZIONALE UNIVERSITARIA DEGLI ANTROPOLGI CULTURALI

preso atto del clima di PROFONDO DISAGIO espresso da docenti, dirigenti e studenti universitari, per lo stato attuale in cui versa il sistema universitario;

preso atto che già altri organismi e soggetti hanno espresso posizioni critiche sullo stato in cui versa l’Università italiana (Dipartimenti, CUN, AIS, Associazione Italiana Sociologia, varie Associazio-ni universitarie);

individua una serie di criticità prodottesi negli anni alla base dello stato di disagio denunciato:

  • Il sotto-finanziamento ormai cronico del sistema universitario, con i tagli delle risorse e del personale (finanziamenti, blocco del ricambio generazionale)
  • il drastico ridimensionamento delle prospettive dei ricercatori più giovani, l’espulsione degli attuali precari, la precarizzazione sempre più spinta delle figure universitarie;
  • l’avvio di procedure “ad effetto” atte a frazionare e dividere ancor più il corpo docente (per es. l’immissione di 500 super-docenti, destinate a produrre nuove confusioni e umiliazioni);
  • la significativa riduzione degli spazi della ricerca e dei dottorati di ricerca
  • la trasformazione delle nostre comunità di ricerca da gruppi collaborativi a gruppi escludenti e competitivi;
  • l’aziendalizzazione universitaria evidente nell’attribuzione progressiva dei finanziamenti sulla base del costo standard con la conseguente tendenza alla desertificazione universitaria di intere aree del paese con riduzione degli studenti e dei corsi ;
  • l’aggravio delle disparità tra Atenei e il solco che si sta creando tra Università del Sud e del Nord;
  • la spregiudicata utilizzazione della parola d’ordine del “merito” per mascherare la riduzione delle risorse con la conseguente costruzione di processi valutativi che si rivelano confusi, aleatori, poco sereni e condivisi;
  • la confusione delle procedure e l’aumentata complessità della governance del sistema si uniscono ad interventi estemporanei, che non consentono una programmazione del sistema universitario a livello locale provocando instabilità e stagnazione.

Forte è la consapevolezza che l’Università e la ricerca in Italia non siano prioritarie e che il lento slittamento verso una situazione di voluto declino sia già iniziato, nella prospettiva di una istruzione superiore appannaggio di pochi.

Molti sentono ormai la protesta come un dovere morale. Molti sono stanchi di un’invisibile obiezione di coscienza e si stanno organizzando per uscire da questa invisibilità con varie forme di protesta.

Vogliamo testimoniare come antropologi, nel solco della migliore tradizione dei nostri studi, che noi crediamo che il declino dell’Università non sia e non debba essere un destino.

ANUAC vuole sollecitare una concreta manifestazione, da parte del sistema politico e di Governo e degli organi di Governo dell’Università, verso un cambiamento di direzione, che restituisca al sistema universitario in maniera stabile le risorse umane, monetarie e finanziarie che gli sono state sottratte negli ultimi anni e si traduca in un investimento consistente e sistematico sulle nuove generazioni di studenti, ricercatori e docenti.

L’ANUAC trasmette la seguente mozione alle altre associazioni scientifiche dell’area 10, 11 e 14, invitandole tutte insieme a farsi parte attiva nei confronti del Ministro, del CUN e della CRUI affinché questi ultimi sollecitino una pronta risposta del Governo e del Parlamento che fermi il declino dell’Università.

L’assemblea Anuac.




HUMAN TECHNOPOLE, finanziamenti IIT-Due articoli

Così tanto per sapere come vanno le cose in Italia, ecco due articoli che illustrano i finanziamenti di Human Technopole. Il primo appare su ROARS (L’IIT balla da solo) con vari riferimenti, l’altro è su Repubblica da parte di Elena Cattaneo.




Approvato il decreto Milleproroghe

Riporto la parte di interesse universitario come risultante dopo l’approvazione da parte del Senato del decreto Mille_proroghe (con abituale mozione di fiducia da parte del Governo)…

Dopo esser stato discusso alla Camera, il DL 210/2015 (decreto milleproroghe 2016) è arrivato emendato in discussione al Senato, e tra gli emendamenti contenuti relativi al mondo universitario si trovano i seguenti commi (tutti all’interno dell’art. 1)

  • comma 4-bis: viene differito dal 31/12/2015 al 30/04/2016 il termine previsto dal DLgs 49/2012 per l’emanazione del DPCM con il quale devono essere stabiliti gli indirizzi per la programmazione del reclutamento del personale universitario per il triennio 2016-2018

Il termine di cui all’articolo 4, comma 5, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, relativo al triennio 2016-2018, è prorogato al 30 aprile 2016.

  • comma 10-sexies: viene differito dal 28/02/2015 al 31/12/2016 il termine per l’emanazione del regolamento dell’abilitazione scientifica nazionale

Ai fini della procedura di chiamata di cui all’articolo 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, il termine per l’emanazione dei decreti previsti dall’articolo 16, comma 2 e comma 3, lettera a), della medesima legge, come modificato dall’articolo 14 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, è prorogato al 31 dicembre 2016.

  • comma 10-septies: stabilisce che i Ricercatori a Tempo Determinato di tipo b (RTDb) sono ora rinnovabili, ma non oltre il 31/12/2016

All’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, le parole: “non rinnovabili” sono sostituite dalle seguenti: “rinnovabili non oltre il 31 dicembre 2016”.

  • comma 10-octies primo periodo: autorizza le università a prorogare fino al 31 dicembre 2016, con risorse a proprio carico, i contratti degli RTDb in scadenza che non hanno partecipato alle procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) nelle tornate 2012 e 2013 (la criticità di quest’ultimo punto legato alla mancata partecipazione all’ASN è già stata segnalata al Senato). Se comunque l’abilitazione di cui al comma sopra non sarà pronta per tempo, sarà necessaria quantomeno un’altra proroga

Le università sono autorizzate a prorogare fino al 31 dicembre 2016, con risorse a carico del proprio bilancio e previo parere favorevole del dipartimento di afferenza, i contratti di ricercatori a tempo determinato, della tipologia di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240 in scadenza prima della medesima data, i cui titolari non hanno partecipato all’abilitazione scientifica nazionale delle tornate 2012 o 2013.

  • comma 10-octies secondo periodo: estende la possibilità di stipulare contratti RTDb ai titolari di assegni di ricerca ex-Gelmini (legge 240/2010) considerandoli equipollenti a tal fine a quelli pre-Gelmini (legge 449/1997). Di fatto possono in tal senso “sostituire” i Ricercatori a Tempo Determinato di tipo a (RTDa), anche se c’è da tener conto che gli assegnisti di ricerca non sono ora rendicontabili nei progetti H2020, come stabilito dalla Commissione Europea

Ai fini dell’ammissione alle procedure di selezione dei titolari dei contratti della medesima tipologia, gli assegni di ricerca, di cui all’articolo 22 della citata legge n. 240 del 2010, sono equipollenti a quelli erogati ai sensi della previgente disciplina di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

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[Aggiornamento 24/02/2016]

Dal sito del Senato della Repubblica:

“Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Boschi ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione senza modifiche, nel testo trasmesso dalla Camera, del ddl n. 2237, di proroga di termini previsti da disposizioni legislative; come stabilito dalla Capigruppo, la seduta sarà sospesa tra le 13 e le 16 e la chiama avrà inizio alle ore 18.”

 

[dal sito di Maurizio Zani www.mauriziozani.it]

 




Comunicato del Rettore dell’Ateneo fiorentino

Testo del Comunicato del Rettore inviato ai docenti dell’Ateneo che hanno aderito al Coordinamento di UNIFI astenendosi dalla VQR.

Carissime/i,

venerdì scorso si è definitivamente chiusa la selezione individuale prodotti VQR. Questi i dati definitivi:

  • docenti che hanno chiuso 1461 (87.33%)
  • docenti che hanno iniziato selezione ma non chiusa: 42 (2.63%)
  • docenti che non hanno aperto procedura di selezione: 170 (10.16%)

Comprendo che la vostra astensione è chiaramente determinata dall’adesione convinta e legittima alla protesta lanciata dal Collega Ferraro, che ha avuto il merito di riportare il tema dell’Università al centro dell’attenzione.

Come comunicato ad una delegazione del Coordinamento, è mia intenzione procedere a questo punto all’inserimento dei vostri prodotti, quale dovere istituzionale rispetto al compito che l’ANVUR mi affida al punto 3.3 comma 3) del Bando. Non potrò utilizzare ovviamente le liste da voi predisposte e sarà mia cura rendere noto in ogni sede e in tutte le forme possibili che:

  • tutti i docenti in possesso di prodotti sono attivi, indipendentemente dalla protesta che si è concretizzata nell’esercizio della VQR,
  • l’inserimento a cura dell’istituzione viene adempiuto unicamente al fine di rispettare il dettato del Decreto Ministeriale MIUR 27 giugno 2015 n. 458, art. 1 che sancisce che la procedura di valutazione “riguarda le istituzioni e le loro articolazioni interne”,
  • l’inserimento “istituzionale” che mi accingo ad eseguire intende comunque evidenziare in modo chiaro ed inequivocabile la volontà delle Colleghe e dei Colleghi in indirizzo di continuare ad astenersi dalla collaborazione attiva al processo di valutazione fino al termine delle operazioni.

L’inserimento istituzionale avrà inizio il giorno venerdì 26 febbraio e sarà svolto con la collaborazione dei keyuser di Dipartimento e degli uffici centrali coordinati dal Pro-Rettore alla Ricerca Prof. Marco Bindi.

Non saranno inseriti momentaneamente i prodotti delle Colleghe e dei Colleghi che hanno inoltrato o inoltreranno formale diffida, riservandomi di acquisire parere legale circa la fondatezza giuridica di tale diffida.

Certo della comprensione e sempre nello spirito di leale collaborazione un caro saluto

Luigi Dei

Segreteria del Rettore
Università degli Studi di Firenze
Piazza S. Marco, 4
50121 – Firenze – Italia
Tel +39-055-2757211
Fax +39-055-2757429




“Credete nella magia?” Conferenza su VQR

Testo e slides dalla conferenza di Giuseppe De Nicolao all’Università di Napoli Federico II




Milano Politecnico: astensione VQR sopra 10%. Rettore convoca d’urgenza i direttori

Ultime notizie dal Politecnico di Milano (ROARS)…




Il CNU aderisce all’astensione VQR

Un altro sindacato a sostegno della protesta contro la VQR…




L’articolo odierno su “Repubblica”

Ecco l’articolo di oggi su Repubblica. Invito tutti a leggere con attenzione in particolare il paragrafo “Penso alla formula del ‘silenzio assenso’: in assenza di una diffida esplicita da parte
del singolo, l’ateneo procederà».




ANVUR aggiorna alcune soglie…..in corsa!

Un commento su come opera ANVUR




E’ arrivata la proroghina!

Al posto della (vanamente) invocata sospensione è arrivata ufficialmente la (a mia parere dannosa) “proroghina” al 14 Marzo




Un concetto a mio parere importante

Questo articolo di Paolo Sylos Labini (con il quale spesso sono stato in disaccordo) appare invece assai importante e condivisibile.




La proroga Fenice: che vi sia [al 14 marzo], ciascun lo dice, dove sia, nessun lo sa

Commento su ROARS a riguardo della misteriosa proroga al 14 Marzo…..…




Articolo su “Valutazione….” da Repubblica

Ecco l’articolo apparso oggi su Repubblica-Firenze!




Il testo del comunicato del coordinamento-unifi

Riporto il testo del Comunicato del Coordinamento-unifi trasmesso dal Rettore per opportuna conoscenza a tutto il personale dell’Ateneo fiorentino.




Da “Repubblica”

Articolo di Repubblica su chiusura della VQR a Firenze




Novità dal “Milleproroghe” per RTDb e ASN

Il decreto “Milleproroghe” presenta interessanti novità riguardo alle scadenze di RTDb e assegnisti nonché riguardo l’ASN.…




Il comunicato del CNU

Un altro sindacato esprime il parere con un Comunicato su VQR




Niente MEPA al di sotto di 1000 euro?

Riporto un articolo dal sito di Maurizio Zani concernente una regolazione dell’obbligo di accesso al MEPA .Interessante anche se molti RAD tacciono al riguardo! Perché non sollecitarli e comunicare poi a tutti il risultato?…




Tre prof di UNIFI nella hit

Tre professori del nostro Ateneo nella hit dei più citati dalla Thomson-Reuters…




Articolo sul “Manifesto”

Ecco un articolo di carattere generale sulla situazione universitaria dal Manifesto del 12 Febbraio




Le delibere dei Senati Accademici: Firenze e Genova a confronto!

Oggi è stata trasmessa la delibera del nostro Senato Accademico. E’ come ci si aspettava dal nostro Ateneo, ma successivamente è arrivata anche quella (assai diversa) del SA dell’Università di Genova e il raffronto  tra le due è molto, molto indicativo! Ai lettori il giudizio.…




Le prese di posizione dei candidati Rettore a Pisa

Interessanti dichiarazioni dei candidati a Rettore dell’Università di Pisa




Anche il CUN chiede il “riallineamento dell’anzianità economica e giuridica”

Sembra che anche il CUN (!) condivida le ragioni della protesta vedi l’articolo!